I filtri a maniche hanno un largo uso in quasi tutti gli impianti industriali, ovunque si trattino materiali pulverulenti. Trovano impiego nell’industria del legno, meccanica, tessile, alimentare, materie plastiche, ceramica, cementiera, chimica e fonderia. Sono costruiti da una robusta struttura in acciaio e pannelli zincati modulari presso-piegati autoportanti. I filtri autopulenti sono dei depolveratori a secco composti da una camera con batteria di filtrazione a maniche filtranti. Possono essere realizzati per essere conformi alla direttiva ATEX 94/9/CE in zone con atmosfere e polveri potenzialmente esplosive. Sono conformi alla direttiva macchine in vigore ed emissioni in atmosfera secondo norme territoriali. A seconda del tipo d’inquinante si dovrà stabilire il tipo di mezzo filtrante da adottare, in base alla granulometria, quantità e particolari prescrizioni di legge.
PRINCIPI GENERALI DI FUNZIONAMENTO: L’aria polverosa viene aspirata dal ventilatore dalle zone di lavoro e spinta all’interno della camera filtrante tramite la bocca di aspirazione. Attraverso la camera di pre-separazione e di decantazione avviene un rallentamento della velocità d’ingresso ed una prima separazione tra le particelle grossolane e quelle fini. La camera ha la funzione di distribuire uniformemente la massa d’aria polverosa, il materiale più pesante cade nella tramoggia di scarico, mentre l’aria e le polveri più leggere tendono a salire investendo le maniche. Le polveri fini vengono trattenute dalle maniche che le separano dall’aria. Queste a loro volta vengono periodicamente pulite a mezzo lavaggio pneumatico, ad impulsi d’aria compressa in contro-corrente comandate da sequenziatore o economizzatore in modo da mantenere elevata la loro efficienza e ridurre le perdite di carico. Le polveri vengono scaricate dalla valvola stellare ed immagazzinate nel big-bag o contenitore di raccolta, oppure per filtri di grandi dimensioni è possibile adottare il sistema a coclea interna per carico su container. L’aria depurata viene espulsa in atmosfera da apposito camino.
I filtri a maniche hanno un largo uso in quasi tutti gli impianti industriali, ovunque si trattino materiali pulverulenti. Trovano impiego nell’industria del legno, meccanica, tessile, alimentare, materie plastiche, ceramica, cementiera, chimica e fonderia. Sono costruiti da una robusta struttura in acciaio e pannelli zincati modulari presso-piegati autoportanti. I filtri autopulenti sono dei depolveratori a secco composti da una camera con batteria di filtrazione a maniche filtranti. Possono essere realizzati per essere conformi alla direttiva ATEX 94/9/CE in zone con atmosfere e polveri potenzialmente esplosive. Sono conformi alla direttiva macchine in vigore ed emissioni in atmosfera secondo norme territoriali. A seconda del tipo d’ inquinante si dovrà stabilire il tipo di mezzo filtrante da adottare, in base alla granulometria, quantità e particolari prescrizioni di legge.
PRINCIPI GENERALI DI FUNZIONAMENTO: L’aria polverosa viene aspirata dal ventilatore dalle zone di lavoro e spinta all’interno della camera filtrante tramite la bocca di aspirazione. Attraverso la camera di pre-separazione e di decantazione avviene un rallentamento della velocità d’ingresso ed una prima separazione tra le particelle grossolane e quelle fini. La camera ha la funzione di distribuire uniformemente la massa d’aria polverosa, il materiale più pesante cade nella tramoggia di scarico, mentre l’aria e le polveri più leggere tendono a salire investendo le maniche. Le polveri fini vengono trattenute dalle maniche che le separano dall’aria. Queste a loro volta vengono periodicamente pulite a mezzo scuotimento meccanico a mezzo uno o più vibratori che generano una vibrazione delle maniche provocando la caduta del materiale contenuto. Le polveri vengono scaricate dalla valvola stellare ed immagazzinate nel big-bag o contenitore di raccolta, oppure per filtri di grandi dimensioni è possibile adottare il sistema a coclea interna per carico su container. L’aria depurata viene espulsa in atmosfera da apposito camino.